lunedì 26 novembre 2012

Dieci suggerimenti per fare la spesa al supermercato



Naschmarkt di Vienna
 
       1.   Non andate a fare la spesa a stomaco vuoto.

 

2.   Andate a fare la spesa due volte a settimana, evitando di andarci il Sabato mattina a mezzogiorno.

 

3.   Comprate negli altri giorni solo quelle piccole cose che vi servono mano a mano (insalata, latte, pane etc.) anche nel negozietto sotto casa. Se comprate l’insalata già lavata, prima di mangiarla, lavatela lo stesso.

 

4.   A meno che non siate la famiglia Bradford, non prendete il carrello ma il cestino. Soprattutto se a stomaco vuoto infatti, con il carrello non fareste altro che accumulare inutili affettati, petti di pollo e mozzarelle di bufala destinati ad irrancidirsi (le mozzarelle) e putrefarsi (affettati e petti di pollo) nel frigorifero.

 

5.   Andate a fare la spesa avendo già in mente quello che pensate di mangiare nei prossimi due giorni e mezzo, evitando così di sovrapporre inutilmente pasta fresca, carne rossa, pesce e salsicce, soprattutto se a stomaco a vuoto e muniti di carrello.

 

6.   Vi prego, se per caso avete una qualche forma di buono pasto tra i vostri benefit lavorativi, evitate di usarli per pagare la spesa al supermercato. Soprattutto evitate di farlo se siete davanti a me* nella stessa fila.

 

7.   Per gli affettati: se li prendete al bancone, non prendete piu’ di due tre etti in tutto. A meno che non siate la famiglia Bradford infatti, gli affettati freschi vanno consumati in giornata. Il prosciutto crudo in particolare, dopo 24 ore puzza di cazzo.

 

8.   Prendete prodotti congelati solo per farne riserva per le giornate di dispensa vuota e non come base per l’alimentazione. Gli spinaci e i pisellini vanno benissimo, così come la pizza congelata e i 4 salti in padella sono un’ancora di salvezza le sere della domenica in cui non si sa proprio che inventarsi, ma non possono essere il risultato di una sana programmazione alimentare.

 

9.   Per quanto vi è possibile, cercate di procuravi la frutta e la verdura al di fuori della grande distribuzione seguendo il principio del chilometro zero. Quando la comprate al supermercato, privilegiate quella di stagione. In ogni caso, prevedete di consumare frutta e verdura tutti i giorni.

 

10.               Fate in modo che nella vostra dispensa non manchino mai (in modo da non dover ricorrere alla pizza congelata ed ai 4 salti in padella):passata di  pomodoro in barattolo (non faccio pubblicità, per quello ci sono già il 95% dei foodbloggers di blogspot) rustica e liscia, doppio concentrato di pomodoro in tubetto, pasta corta (penne lisce, mezze maniche) e pasta lunga (spaghetti), parmigiano e pecorino da grattare, tonno in scatola all’olio d’oliva, alici sott’olio, aglio, patate, cipolle, sedano e carota, fagioli, ceci e lenticchie (secchi e in scatola), uova, zucchine, melanzane e peperoni(si mantengono più a lungo di qualsiasi altra verdura),  cous-cous, riso basmati e vialone nano, farina 00, olio d’oliva, biscotti, yogurt, mele (a me piacciono le Fuji), marmellata, miele, the e caffe’, spezie varie tra cui lo zafferano e il curry, e nel congelatore  carne macinata e petto di pollo (sic!) assieme ai pisellini e gli spinaci.

 

E’ infatti sempre preferibile mangiare al posto della pizza congelata, dei 4 salti in padella o del take away cinese un piatto di spaghetti con le alici o col tonno, mezze maniche melanzane e pecorino, frittata di cipolle o zucchine, pasta e patate, pasta e fagioli, pasta e lenticchie,pasta e ceci, patate lesse, patate al forno, pommes sautè all’aglio, fagioli con tonno e cipolle, zuppa di cipolle (se non avete l’emmenthal usate il parmigiano), zucchine, melanzane e peperoni al forno gratinati, pollo al curry, risotto allo zafferano,  polpette coi piselli etc.

 

*: mi potete riconoscere facilmente, sono quello senza carrello che sbuffa dietro di voi mentre state pagando coi buoni pasto dell’ufficio.

mercoledì 21 novembre 2012

Caviale su patata con uovo di quaglia



Tempo di preparazione: 5 min. esclusa la bollitura della patata

Difficoltà: bassa

Segreto: capacità di adattamento

E’ una bugia. Per apprezzare questo piatto non serve nessuna capacità di adattamento. Non è come la zuppa di farro, il pane di polenta o le gallette di riso che bisogna saperli apprezzare. Non e’ come la padellaccia, le mazzarelle, la coratella coi carciofi. La trippa, la coda, la guanciola.  Non è come nessun piatto povero della tradizione che ha raggiunto il gusto comune dopo una lunga gavetta sulle tavole contadine, dopo un lento ed inesorabile accumularsi di leggende e storie di vita vissuta dei tempi in cui ci si arrangiava. Quando mattare il bue (o il maiale o l’agnello) per venderne i pezzi più pregiati e tenere per sé il quinto quarto non era cool, ma semplicemente necessario.

Niente di tutto ciò. Per apprezzare il caviale- in tutte le sue manifestazioni - non c’e’ bisogno di nessuna letteratura al sostegno. Chiunque, infatti, può abituarsi rapidamente al cibo da ricchi. Ben altra tempra richiede invece il cibo da poveri.

Per la materia prima: guardo con nostalgia al passato, ai tempi prima della globalizzazione e della perestrojka, quando bisognava costruire relazioni con equivoci mercanti sovietici, capaci di procurare vero caviale russo, oltre a favolosi sigari cubani e orologi da polso con le fasi lunari. Oggi qualsiasi parvenu può semplicemente strisciare la sua PayPal prepagata e portarsi a casa per soli 90 euro 50 grammi di caviale.

Procedete così: lessate una patata, pelatela e schiacciatela con una forchetta insieme a un po’ di prezzemolo tritato al coltello, un goccio d’olio extra e un pizzico di sale. Finito. La difficoltà della ricetta e’ tutta qui. Se proprio la volete fare complicata, utilizzate una formina per dare alla vostra patata schiacciata una geometria più regolare. In ogni caso, sappiate che la cosa non conferirà maggior valore al piatto. Per quello c’è già il caviale.

Un’altra considerazione: le forme precise ed in generale le presentazioni perfettine stanno diventando mainstream. Tra poco saranno da poveri. Il piatto un po’ disordinato invece è da ricchi.

Adagiate sulla vostra formina di patata schiacciata un paio di cucchiaiate di caviale bagnandolo con una goccia di limone. Chiudete il cerchio con mezzo ovetto di quaglia lesso.

Consiglio del Sommelier: che ve lo dico a fare, Champagne. Caviale e Champagne e una vita di stenti. Se proprio la volete fare tutta, bevetevi un paio di bicchieri di Cristal: come disse qualcuno d’altronde, tutto il resto e’ piscio.

 

Enjoy it!


mercoledì 14 novembre 2012

SMARTFOOD-Numero 2

L'evento editoriale dell' anno. Il numero di Novembre ora in edicola.


 
Dal tuo edicolante di fiducia.

giovedì 1 novembre 2012

Mini-quiches d'autunno


Tempo di preparazione: 45min.

Difficoltà: media

Segreto: snobismo alimentare.

Per queste mini-quiches la parola d’ordine è tirarsela. Una volta capito questo, prendiamo atto che altro non sono che la versione mignon delle torte rustiche salsiccia e cicoria della nonna. Quindi, in pubblico siate snob ma evitate di entrare troppo nei particolari. Infatti, come nel caso del Vialone nano, la mini-quiche vi metterà nella condizione di guardare dall’alto in basso il sempliciotto di turno che si accomoderà dalle parti della vostra tavola, ma davanti ad una platea appena un po’ più consapevole l’equazione torta rustica salsiccia e cicoria = mini-quiche, verrà immediatamente risolta.

La ricetta per le mini-quiches d'autunno (porri-funghi champignon-zucchine-scamorz affumicata) ha qualcosa in comune con la preparazione dei dolci ed in quanto tale necessita di una buona calibrazione degli ingredienti.

Le seguenti istruzioni sono per 5 mini-quiches.

Procedete così: andate al supermercato e comprate la sfoglia o la brisè*. Una volta a casa, lavatevi le mani e toglietevi le scarpe.

 Poi saltate in padella del porro, dei funghi champignon e delle zucchine. Il porro lo farei andare separatamente per farlo ammollare per bene: deve caramellare e per farlo deve stare in padella con poco olio extra per 15-20 minuti a fuoco bassissimo. Gli champignon e le zucchine possono andare insieme in un’altra padella assieme ad uno spicchio d’aglio vestito e schiacciato e poco olio extra. Fuoco vivace in questo caso.

Indicazioni per le zucchine: tagliatele per lungo in quattro, eliminate la parte centrale spugnose e poi fatele a tocchettini.

Per gli champignon: puliteli con una pezzetta umida, strofinandoli delicatamente. Poi li potete affettare.

In una scodella mischiate due uova, parmigiano grattugiato (80-100grammi), circa 100ml di latticello (o panna) e un po’ di scamorza affumicata a quadratoni. Sale e pepe, ovviamente.

Per le mini-quiches: ritagliatele con un diametro di due pollici piu’ grande di quello dell’apertura delle pirofiline (cocotte). Per farlo potete usare quegli affari con la rondella che si usano per la pizza o, alternativamente, le forbici. Imburrate le mini pirofile e adagiatevi  i vostri cerchi iniziando dal fondo e poi dispiegando delicatamente la pasta intorno alle pareti e al bordo. Questa operazione è l’unica a presentare un certo grado di complessità (e’ una cosa cioè che non potrebbe fare anche un bambino di tre anni): se non ve la sentite c’è sempre la possibilità di preparare una torta rustica invece delle mini-quiches ma in quel caso- ahimè – addio snobismo alimentare. Calate un cucchiaio o due del composto porri-champignon-zucchine in ognuna delle pirofile e poi colmate con il liquido uova-latticello-parmigiano-scamorza. Infornate col forno già a 200-220° e lasciate andare per 20-25 minuti. Servite calde, tiepide o fredde.

Consiglio del Sommelier: con le mini-quiches ho bevuto un bianco, un Bisamberg (da qualche parte intorno a Vienna) Alte Reben del 2011. Un vino delicatamente profumato, floreale e vegetale più che fruttato, con un buona freschezza ed una giusta persistenza.

Enjoy it!

*: ovviamente nulla e nessuno vi impedisce di cimentarvi con la preparazione di pasta sfoglia o brisè direttamente a casa vostra. In questo caso, tutto quello che ho da dirvi è: auguri!