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Sgombro Rosso non avrai il mio scalpo.


Tempo di preparazione: 30 min.
Difficoltà: facile
Segreto: colesterolo basso

Gli input salutistici dai quali siamo bombardati da nutrizionisti, dietologi e scienziati dell'alimentazione che presidiano le rubriche televisive, gli inserti salute dei giornali e le chiacchiere dal parrucchiere-bevete il vino rosso perché ci sono gli antiossidanti, usate l'olio d'oliva, consumate frutta 5 volte al giorno, mangiate pane integrale, no al burro, alla panna e alla carbonara e altre banalità assortite.- hanno restituito al pesce azzurro un posto al sole tra gli alimenti nobili. Ad essere sincero, non è questa la risposta che sto cercando. La ragione migliore per mangiare lo sgombro non risiede nelle sue proprietà protettive nei confronti degli eventi cardiovascolari ma nella sua assoluta bontà. Il pesce azzurro è una prelibatezza per intenditori a prescindere dagli omega 3 e dalla loro influenza sulla conversazione: per anni ho infatti dovuto subire il colesterolo come principale oggetto di fini disquisizioni durante tutti i pranzi istituzionali e mai mi sognerei di proporre una pietanza dal così elevato appeal salutistico se non ne fossi veramente innamorato. Tra l'altro lo sgombro fritto è anche il simbolo del brand
tuttoperbocca®.

Prendete una casseruola bella grande e scaldate olio d'oliva extra e aglio vestito e schiacciato con un peperoncino fresco privato dei semi e tritato al coltello. Fate soffriggere velocemente e adagiatevi sopra il vostro bello sgombro: siccome questa bestia è molto lunga, anche la vostra padella più capiente potrebbe non essere sufficiente. Si potrebbe allora rendere necessaria una decapitazione ed una asportazione della coda. Entrambe le parti mutilate dovranno comunque essere poste in padella, la testa infatti è la parte più saporita in assoluto. Dopo aver rosolato velocemente entrambi i lati aggiungete i pomodorini ciliegino ed un mezzo bicchiere di passata di pomodoro. Per i pomodorini: alcuni li potete schiacciare e altri invece è simpatico lasciarli interi. Fate tirare facendo attenzione a che non si asciughi troppo, aggiungete acqua se necessario e verso la fine salate, pepate e mettete le olive- il top sarebbero le taggiasche ma comunque assolutamente da evitare le olive in salamoia- e il prezzemolo. Facoltativo: capperi dissalati. Prima di servirlo, dovrete spinarlo e questa è la parte più difficile: lo sgombro è ostile come un rovo di rose e chirurgica sarà la perizia richiesta. Come contorno potete proporre delle patate lesse condite solo con olio e sale oppure una classica insalatina.
Consiglio del Sommelier: visto che stiamo parlando del piatto dei post-infartuati, diamoci dentro col vino rosso e i suoi polifenoli- i fantomatici tannini. L'aroma forte e pungente dello sgombro si sposerà elegantemente con un vino di struttura ricco di sentori speziati, tabacco, pepe e liquirizia. Penso al Malbec argentino, al Pinot Noir o ad un Nebbiolo o un Cesanese in purezza. Ma l'unico vero consiglio è quello di osare, non fermarsi alla prima idea- tipo un Greco di Tufo o un Muller-Thurgau - ma esplorare le vie del gusto al di là delle convenzioni.


Enjoy!

Commenti

  1. Nel corso di una prolungata permanenza a Budapest per motivi di lavoro,stanco dei succulenti spezzatini alla paprica e di fegato d'oca servito fresco(strepitoso!),tentavo di rendere il mio pasto più leggero virando sul pesce.L'unica opzione che mi veniva proposta prevedeva una sorta di luccio del lago Balaton da servire rigorosamente fritto.Pur rischiando di vedermi portare una pietanza certamente poco gustosa,più probabilmente repulsiva,anelavo a qualcosa di semplice,poco elaborato e privo di grassi.Insomma una roba leggera!Giunto il piatto sul mio tavolo,mi accorsi che sospette bollicine sulla pelle grigiastra e la sofferente posizione inarcata a gondola del pesce,ne denunciavano un non richiesto e compromettente passaggio in padella.Chiesi spiegazioni al cameriere che mi rispose giulivo"Sì,bollito,ma prima un pò fritto!"Niente a che vedere col tuo accattivante sgombro che ha sollecitato questo ricordo.Marcello

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  2. che delizia per il palato! complimenti! :)

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  3. L'altro giorno sono passato di corsa, oggi leggo il post! L'idea di questa cottura mi piace...ma molto di più l'abbinamento del malbec argentino che adoro particolarmente!!! Bravissimo

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