martedì 22 maggio 2012

Spiedini di pollo


 
Tempo di preparazione: 40 min.

Difficoltà: facile

Segreto: Hostel

Eh sì, perché proprio nel film di Roth sembrava di essere capitati, o meglio, nel suo spin-off alimentare.

Dall’esterno sembrava il posto adatto per avere un pasto corroborante e privo di sorprese: si affacciava direttamente sul corso principale, esponendo diligentemente il menù, poggiato su di un solido leggìo. Nessuna foto dei piatti principali- tra i quali fortunatamente non comparivano ne’gli “Spaghetti bolognese” e ne’ la pizza al salmone. Si auto-dichiarava una locanda classica, uno di quei posti che durano grazie all’affidabilità’ ed alla qualità media. Entrandovi si aveva la sensazione di poter ottenere quello che si cercava, rassicurati dal legno scuro che rivestiva tutto il suo interno e dall’atmosfera sostanzialmente ma non esageratamente turistica. Proprio per non sbagliarci, ordinammo le specialità della casa: zuppa di cipolle e spiedini di pollo.



Tralasciando per un attimo la zuppa di cipolle, terribile fu lo sgomento nel vedere il cameriere incedere incerto sostenendo un pesante tagliere di legno su cui si ergeva un arco di ferro dal quale pendevano inquietanti i cadaveri dei nostri spiedini di pollo. Tutto era stato solamente- e malamente – fritto, compreso il tagliere e la sua ghigliottina di ferro. I bocconcini di pollo- avvolti da un improbabile bacon – esploravano nuove frontiere dell’unto e del mosciame. Sotto di loro, sulla base del tagliere, enormi tocchi di zucchine crude chiedevano soltanto di essere gettati via. Una cipolla intera, cruda, come una pietra miliare garantiva che sì, quello era proprio un pranzo di merda. D’altronde, avete mai sentito di qualcuno che sia andato a Bratislava per mangiare?

Preparate i vostri bocconcini tagliandoli al coltello direttamente dai petti ed infilateli sugli spiedini alternandoli con rondelle di zucchina, strati di cipolla e triangoli di peperone. Passateli nell’olio e nel sale, speziateli con curry abbondante ed adagiateli nella teglia. Infornate a circa 220 gradi e controllate l’andamento, avendo cura di girarli ogni 10-15 minuti. Se usate spiedini di legno, bagnateli in anticipo per evitarne la combustione. Completate la cottura con un 7-8 minuti di grill. In tutto ci vorranno 35-40 minuti.

Fatto. Niente di piú semplice, ci vuole proprio un’intelligenza diabolica per rovinarli. Il difetto di questo piatto semplicissimo è che tende ad asciugarsi: potete ovviare in due modi, nessuno dei quali esclude l’altro. Il primo è la fantomatica marinatura -nello yogurt bianco con aggiunta di curry- che conferirà ai vostri spiedini un tocco tandoori ma impone la programmazione di un piatto che invece si presta a piacevoli improvvisazioni. La seconda è la preparazione di una piacevole salsetta fresca allo yogurt tipo tsaziki – a cui non ho dedicato ancora un post specifico –che sempre a base di yogurt è: con l’aggiunta di aglio e cetriolo e in certi casi, menta.

Ricordatevi di accompagnare gli spiedini con del riso bianco bollito tipo basmati, che peraltro contribuirà ad asciugare ulteriormente il risultato finale.

Consiglio del Sommelier: gli spiedini di pollo sono un piatto semplice, che non necessita di particolari alchimìe per essere lavato via dal palato. Va benissimo quindi la birra, o la gazosa, magari mischiata al vino bianco. In ogni caso,

Chuť k jedlu!











2 commenti:

  1. Il pollo è il "confort food" dell'intera umanità (è praticamente diffuso e consumato in tutto il mondo - molto più di quanto non lo sia in Italia). Quando il posto non ti ispira tanta fiducia (capita spesso all'estero o sull'aereo) si sceglie qualcosa impossibile da cucinare male si sceglie il pollo. Quando vuoi mangiare sano si sceglie il pollo. Quando vuoi sbrigare una cena senza sporcare troppe pentole si sceglie il pollo...
    Devo dedicargli un post :)

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  2. Beh, dai... vi siete fatti fregare! Ma io non sono mai stata a Bratislava e probabilmente mi farei fregare anch'io. In compenso ho cercato di mangiare una pizza a Budapest (sì, lo so, la pizza all'estero... però è da considerarsi un piatto internazionale e quella sera tutti i locali erano chiusi) ed è stata un'esperienza traumatizzante (al posto del pomodoro usano il ketchup; tutto dire, no?).
    I tuoi spiedini invece sembrano perfetti e lo sono sicuramente, se si legge l'esecuzione (quel tocco "indiano" mi ispira assai). Aspettiamo anche il tuo tzatziki del quale parlavo proprio ieri con uno degli operai girellanti per casa (dello tzatziki in generale, non del TUO. Lui è un turco; anche loro usano questa salsa che assume, però, un nome impronunciabile).
    Hai visto? Per il mio tiramisù ho utilizzato un'altra delle mie posatine di plastica... bella no? ;))
    Ciao, un abbraccio

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