lunedì 16 aprile 2012

Pollo al lime con avocado e noci


Tempo di preparazione: 65min.

Difficoltà: facile.

Segreto: scegliere personalmente la confezione.

Scegliete attentamente il vostro spezzatino: se siete quel genere di consumatore che si fida solo del proprio macellaio di fiducia, riferendosi a lui per nome ed attardandosi nella sua bottega per oziosi commenti sui massimi sistemi (includendo in questo macroinsieme qualsiasi cosa tra l’epidemica mancanza di parcheggi, la cronica disaffezione della vostra squadra di calcio alla vittoria e perle di saggezza tipo:”Non è caldo, è umido”), non correte rischi, vi sarà sufficiente pronunciare la parola “Pollo” e rispondere “Sì” alla domanda del buon Salvatore/Eugenio/Peppone di Franco se lo desiderate spezzato. Tralasciando poi la parte sulle signore che bazzicano queste botteghe e si lasciano andare a stereotipati commenti sul livello dei prezzi, associando stancamente la vendita della carne a quella dei gioielli- classicamente esternando cose tipo “Buona la bistecca, l’ho presa da Bulgari”- e ignorando ancora piú platealmente la bassa battutistica che aleggia intorno alla figura del macellaio, corroborata persino da una cinematografia pseudo-autorale, il mio personalissimo warming è rivolto a coloro i quali si riforniscono sui banconi della grande distribuzione senza l’ausilio della fidata intermediazione del buon Gianfranco/Claudio o Peppone di Franco che sia: sceglietela personalmente e, soprattutto se non abitate in Italia, guardatevi attentamente da quelle confezioni  a spezzatino che  sono destinate alla produzione del brodo- del quale un giorno dovrò dire piú esaustivamente- e in quanto tali contengono solo scarti e ossa. Ci sono poche cose infatti- alimentarmente parlando- piú deprimenti di una teglia di colli e carcasse di pollo rosolati a puntino (una di queste è di sicuro lo sformato di hassa fetida): a me è successo e ancora adesso sono scosso nel raccontarlo!

Procedete così: fate rosolare in una padella bella larga il vostro spezzatino con due cucchiai d’olio extra ed una noce di burro (potete anche usare il solo olio) assieme a due spicchi di aglio vestito e schiacciato per un tempo sufficiente a formare una crosticina bella croccante sia sul lato della pelle che sul lato nudo. Ci vorranno circa 10-15 minuti. A questo punto, dopo aver salato e pepato, sfumate spremendo direttamente in padella mezzo lime, abbassate la fiamma, coprite e fate andare. Ogni volta che si asciuga troppo, ricaricate con lime, magari diluito con un po’ di brodino vegetale (cioè un mazzetto di verdute bollite in acqua salata tra le quali non possono mancare sedano-carota-cipolla) o al limite acqua calda e cominciate a profumare con le erbe: va bene il classico rosmarino o il mix di provenzali, anche se il top per me è il timo. A cottura quasi ultimata, quando cioè il vostro pollo viene via abbastanza facilmente dalle ossa – a dispetto ovviamente dell’origine assolutamente ruspante a cui alludeva il buon Claudio/Salvatore/Peppone di Franco- fate tostare le noci (sgusciate, occorre dirlo? E grossolanamente frantumate) e controllate di sale e pepe. Lontano dal fuoco, calate in padella la vostra insalata di avocado, che conferirà la cremosità finale all’intingolo.

Per l’insalata di avocado: molto simile al guacamole, con la differenza che in questo caso l’avocado non viene ridotto in crema ma lasciato a quadratoni. Fondamentale comunque che anche in questo caso sia sufficientemente maturo. Tagliatelo dunque per lungo e dividete le due metà muovendole in senso opposto: dopodiché eliminate l’osso con un cucchiaio e con lo stesso scavate tra la polpa e la buccia per separarle. Affettate quindi salate, pepate e condite con un goccio di lime ed olio d’oliva extra.
Tocco finale: coriandolo tritato, che sposterà la personalità del vostro pollo al lime con noci e avocado un po’ piú in là, verso latitudini orientali. In caso non lo trovaste, potete comunque accontentarvi di semplice prezzemolo.

Consiglio del Sommelier: pollo al lime con noci e avocado è un piatto profumato, leggero e fresco che ben si sposa con la birra messicana, quella che che si fregia di uno spicchio di lime direttamente sull’entrata (avete capito, no?).

Enjoy it!