domenica 9 gennaio 2011

Tacos
























Tempo di preparazione: 20 min.
Difficoltà: facile
Segreto: Cumino e semi di coriandolo. Guacamole in abbondanza.

Consumatori di cibo messicano improvvisato, voi che vi aggirate per il reparto etnico di Auchan alla ricerca di una ventata di novità rispetto alle polpette fritte e alle Lasagne di nonna Assunta, questo post è per voi. La vera ricetta dei Tacos, alla portata di tutti, anche del più imbranato fra gli Chef della domenica. Invitate gli amici a casa vostra con la promessa di una vera cena messicana, fate il carico di Avocado maturi, lime, cerveça ghiacciata e tabasco, ma soprattutto da Auchan comprate i Tacos- quelli croccanti- e buttate via le salse in omaggio e soprattutto, come per le medicine, NON leggete le istruzioni sul retro della scatola ma fate come dico io.
Oltre ai Tacos avrete bisogno di abbondante Guacamole- ormai vi dev'essere chiaro come si prepara- Emmenthal e carota grattugiati, pomodoro fresco maturo tagliato a pezzetti e insalata mista tritata. Tutti questi ingredienti vanno serviti in tavola separatamente in apposite ciotole, ogni commensale provvederà poi all'assemblaggio del Tacos secondo i propri gusti, rigorosamente con le mani. Se invece alla vostra tavola siedono personaggi il cui livello igienico non è totalmente garantito, servirete i Tacos già assemblati. Calcolate che già due Tacos rappresentano un pasto soddisfacente e tre accontenteranno anche i più mangioni.
Per la farcia base avrete bisogno di 100 grammi di manzo macinato e dell'equivalente in peso di fagioli rossi sgocciolati per ogni porzione. (Tanto per venire incontro a quelli che non hanno dimestichezza con l'aritmetica: per 4 persone, 400 gr. di macinato di manzo e 400 gr. di fagioli rossi sgocciolati)
Fondamentali e senza i quali è inutile proporre i Tacos: un cucchiaio di semi di coriandolo ed uno di cumino, sempre in rapporto alle 4 virtuali porzioni, pestati finemente in un mortaio.
Procedete così: dopo aver acceso il forno, in una bella padella fate appassire una cipolla tritata con due cucchiai d'olio d'oliva. Aggiungete il macinato di manzo e rosolatelo velocemente. Con il mixer invece, avrete già preparato una purea di fagioli rossi. Piccolo segreto, dopo averli scolati e sciacquati, una volta nel mixer per ottenere una purea senza grumi e pezzettini residui, aggiungete mezzo bicchiere d'acqua. Mescolate tutto insieme, regolate di sale e mettete il cumino ed i semi di coriandolo pestati al mortaio. Amalgamate bene e spegente.
Nel forno caldo deponete con la parte aperta rivolta verso il basso i vostri tacos. Dopo 3\4 minuti saranno pronti.
Assemblaggio finale: riempite il Tacos con la farcia composta dal manzo e i fagioli per metà. Poi potete mettere, ad esempio, uno strato di Emmenthal, una spolvartina di insalata ed una strabordante dose di Guacamole. Alternativamente potete mettere il pomodoro o la carota in luogo dell'insalata oppure mettere tutto e fare un super-tacos. Emmenthal e guaca camole devono essere comunque sempre presenti.
Serviteli a tavola mettendoli al centro e lasciate che gli ospiti si servano liberamente con le mani. Se proprio volete largheggiare, per secondo o comunque come main dish potreste proporre le Enchiladas di manzo.
Consiglio del Sommelier: come già detto, ottima una cerveça messicana tipo l'istituzionale Corona o l'introvabile- in Italia- Soberana. Io personalmente ho optato per le bollicine, un Franciacorta Gatti. La presenza della spezia, comunque, incoraggia anche abbinamenti più arditi o con vitigni aromatici- Riesling, Traminer ecc.- o addirittura con rossi di struttura tipo un bello Zinfandel californiano, oppure il suo genitore pugliese, il Primitivo di Manduria.


Enjoy!

12 commenti:

  1. Mi piacerebbe sapere quanto i tuoi succulenti tacos risultino parenti stretti di quelli autoctoni.Per meglio dire ,quanto e in cosa ti saresti eventualmente discostato dal piatto o riginale che hai avuto modo di gustare in loco.

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  2. Premesso che un piatto consumato in loco ha sempre qualcosa di diverso, non fosse altro perchė prima di tutto siamo noi ad essere diversi e differentemente orientati, la mia proposta si avvicina molto a dei tacos che potresti consumare sulle spiagge del Pacifico. L'emmenthal ed il queso quesadilla sono praticamente identici, il guacamole ognuno ne da una propria piccola interpretazione, ma ci sta come cosa, è come dire il sugo all'amatriciana tu come lo fai. L'unica variante è la carne, frequentemente proposta a dadolini anziché macinata. Io però la preferisco in questa seconda versione in quanto la dadolata di manzo mi ricorda troppo il cibo per cani...
    Ciao e a presto

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  3. ...ah ma ci siamo proprio incagliati co' sto messicano!!!!!!!...cmq la guacamole (per me la regina della cucina messicana insieme all' enchiladas di gamberetti però) l'ho rifatta secondo i tuoi suggerimenti ed è stato un successone!!!!! many thanks and congratulations.....

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  4. Cavoli ma lo sai che m' hai fatto venire voglia di tacos? Adesso mi esercito a farli come dici tu (compresa la guacamole) e poi li mangiamo tutti insieme alla prima occasione. Devi solo dirmi il livello igienico...
    Paola

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  5. Oddio... No, non mi sono incagliato credo... Mi piace forte, questo sì. Un giorno ti devo raccontare delle porzioni giganti di un ristorante messicano a Vegas e di cosa è successo quando abbiamo ordinato la frutta!

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  6. ......volevi dire Las Vegas? ...visto le porzioni di cibo in quel de strip....direi un esempio da non considerare...ho provato realmente ribrezzo per quei piattoni pieni di colesterolo!!!!per la frutta dicci dicci che m'hai ncuriosito
    ...ah ma allora è una fissazione!! ...tanto nun te scriveeeee......

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  7. Una piccola critica... le foto delle ricette erano più carine prima, quando non le listavi a lutto! :)

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  8. E' un po' che ti seguo e devo dire che ti trovo divertente e originale. Inoltre mi piace la cura che metti nel suggerire i vini da abbinare. Sarei curiosa di sapere quanto conta per te la presentazione di un piatto; per me la 'forma' conta quanto la sostanza, esagero? Alessia

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  9. @Alessia: la presentazione è fondamentale, si mangia prima con gli occhi, poi con il naso e solo alla fine con la bocca. Il cibo dev'essere un'esperienza sensoriale completa. I giapponesi lo sanno talmente bene che considerano i maestri di sushi dei veri e propri artisti e fanno della presentazione una forma d'arte.

    Ciao e a presto

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  10. sono proprio contenta di aver "trovato" questo blog...
    sei simpatico originale divertente irriverente!!
    med 0.05

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  11. qual è= troncamento, non elisione

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