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Sashimi


Tempo di preparazione: 0 min.
Difficoltà: Non giudicabile
Segreto: Qualità del pesce


Ok, ammettiamolo. Per mangiare un Sashimi come questo dovete semplicemente prendere un volo diretto per Tokyo e trovare un Sushi-bar dalle parti di Tsukiji Market.


Ma se proprio volete farvelo a casa e non volete quei Sushi-Sashimi freschi di frigorifero di uno dei tanti take away che infestano Roma e Milano, per non parlare del Sashimi a buon mercato degli Auchan, l'unico vero nocciolo della questione è chi vi darà il pesce che voi volete mangiare crudo.
Crudo.
Senza cioè nessun passaggio che ne possa alterare la benchè minima caratteristica, così com'è.


L'ideale sarebbe un tonno pescato da una tonnara moderna e congelato appena pescato-tecnicamente si dice abbattutto- e scongelato al momento dello sbarco. il vostro fornitore, nella migliore delle ipotesi, dovrebbe aver acquistato quel tonno la mattina che è sbarcato ed ha lasciato l'abbattitore della tonnara. E' quello che avverrebbe se vi trovaste a Tokyo allo Tsukiji Market, intorno alle 4 del mattino.


Senza l'uso di abbattitore infatti il pesce crudo presenta una forte controindicazione, chiamata Anisakys.
L'anisakys è un parassita dei pesci, che colonizza le di loro viscere. Per l'uomo è mortale e fulmineo. In Giappone pare causi oltre mille morti l'anno.Quando viene pescato, il pesce muore e l'anisakys abbandona gli intestini ed emigra nelle carni. Con le basse temperature però il parassita viene ucciso-abbattuto- e la carne del pesce consumata a crudo è sicura. Se invece il pesce non viene abbattutto, dovrebbe essere immediatamente eviscerato. In effetti è quello che fareste se foste voi stessi ad aver pescato quel tonno.


Una volta verificato il livello di certificazioni del vostro fornitore di pesce, chidetegli di sfilettarvelo e portatevi a casa quel bel pezzo di pesce.

Prendete un coltello vero e divertitevi a fare il vostro sashimi. Tagliate un po' di ravanello julienne, procuratevi della Soja-non quella dolce dei cinesi ma vera soja giapponese-e del wasabi di un certo livello. Se non trovate la radice fresca da grattuggiare, cercatene di artigianale in polvere da rigenerare ma non quello monodose che vi rifilerebbe la Lufthansa o il take away sotto casa.
Bacchette e piatti carini, in stile orienatle, oppure trovatevi due pezzi di Bambù da poggiare su un piattone colmo di ghiaccio tritato.


Il Sashimi è un modo per mangiare leggero, senza fretta. Non vi abboffate, ma gustatevi ogni singolo pezzo di pesce crudo. Mangiare a crudo è un privilegio, non ne abusate. Godetevelo, condivetete l'esperienza con qualcuno che apprezzi veramente l'essenza di questo piatto straordinario, non sminuitelo, non fatelo in fretta.

Enjoy!

Consiglio del Sommelier: molto bene una birra chiara, una Lager tipo Carslberg o la giapponese Sapporo. Vino senza troppa personalità, che sia solo d'accompagnamento, tipo un giovane Riesling o addirittura un Beaujolais Rosèe.

Commenti

  1. il pesce ABBATTUTO di Alberto!

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  2. l'Anisakys... ogni volta che preparo le alicette marinate mi torna in mente. Ma poi mi dico "speriamo che tocchi ad un'altro!". Cinica?

    Paola

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  3. 'mortale e fulmineo' non esageriamo, solo in rarissimi casi. Di gran lunga più frequenti disturbi meno gravi. Resta il fatto che tutti noi ci auguriamo di non incappare mai nell'anisakys!
    Sara

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  4. Mi piace tantissimo il sashimi. L'anno scorso alcuni miei amici giapponesi sono venuti qui e hanno comprato del tonno fresco al mercato del pesce e hanno preparato un sashimi favoloso! Sono stata a Tokyo e ho mangiato il sashimi, come dici tu, era favoloso. Ma ho anche mangiato degli ottimi spaghetti al pesto in un ristorante di proprietà di un cuoco giapponese che aveva studiato cucina a Milano!

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