giovedì 8 giugno 2017

Dieci cose da sapere sulle malattie infettive prima di intervenire in discussioni insensate sui Vaccini attraverso piattaforme social [1]

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Premessa sapientina per chi non sapesse nulla-ma-proprio-nulla dei vaccini[2] necessaria ad introdurre l’argomento. I laureati in medicina, biologia e chimica farmaceutica possono saltarla:

La vaccinazione fa parte della medicina preventiva, quella parte della medicina che ha come scopo quello di prevenire- appunto- le malattie, e si contrappone a quella parte della medicina che invece ha come scopo quello di curare le malattie[3]. Nel caso dei vaccini si cerca di prevenire malattie infettive- causate cioè da agenti patogeni vivi quali virus e batteri (esistono anche funghi e parassiti ma su di questi lo sviluppo dei vaccini non ha portato a grandi risultati) – attraverso la creazione di una memoria immunitaria. La memoria immunitaria è presente in coloro i quali hanno già avuto una certa malattia, con tutte le implicazioni del caso (in particolare, il fatto di essere stati male. È anche possibile che qualcuno non sia  nemmeno sopravvissuto). Con la vaccinazione si crea quella memoria (sotto forma perlopiù di anticorpi) che protegge nei confronti di una nuova esposizione all’agente patogeno.[4]

Decalogo: istruzioni per l’uso.
Questo decalogo contiene alcuni spunti che hanno lo scopo di aiutare la discussione sui vaccini. La discussione intesa come argomento di conversazione, al pari dei cavalli del 1700, delle Repubbliche Marinare o del nuovo video di Rovazzi ft. Gianni Morandi. La decisone  relativa alla convenienza o meno di vaccinare i bambini invece è qualcosa che andrebbe discussa solo all’interno di congressi scientifici indipendenti tra esperti della materia e basandosi esclusivamente su dati di evidenza clinica.
Questo decalogo contiene delle note, e le note a loro volta potrebbero contenere altre note. La numerazione delle note è indipendente da quella del decalogo, che altrimenti verrebbe meno alla sua natura che è per definizione quella di raccontare qualcosa attraverso la declinazione di dieci punti. Il decalogo contiene anche dei Link e delle referenze. Quello che non è referenziato è comunque facilmente reperibile su internet, tramite i motori di ricerca. In ogni caso, nessuna verità sconvolgente sui vaccini o le case farmaceutiche verrà rivelata. Per approfondimenti suggerisco il sito delle CDC di Atlanta.
Sono perfettamente consapevole che quella di raccontare qualcosa attraverso dieci punti non è una trovata particolarmente originale.

Ed ora, eccoci:

1.     Le origini-parte 1. I primi a intuire e a mettere in pratica le potenzialità della medicina preventiva in ambito infettivologico sono stati i cinesi, che secoli addietro facevano respirare ai bambini la polvere ricavata dalle piaghe purulente del vaiolo. Questa simpatica pratica infatti preveniva la malattia.[5]

2.     Le origini-parte 2. Noi occidentali arriviamo sempre dopo i cinesi, è risaputo, e tra gli occidentali di solito arrivano prima i tedeschi[6]. In questo caso però fu un medico inglese, Jenner, a notare come le mungitrici di vacche non si ammalassero di vaiolo. Infatti le suddette professioniste, a forza di manipolare le mammelle di vacche, si ammalavano di vaiolo vaccino, il parente povero e poco virulento del vaiolo umano. Non manifestavano sintomi ma evidentemente sviluppavano anticorpi sufficienti a prevenire l’aggressione del virus[7].  

3.     I successi, parte 1- Il Vaiolo, appunto.Grazie alle vaccinazioni di massa, il vaiolo è una malattia che non esiste più. È stata completamente eradicata. Ne sono persino state distrutte le ultime fiale custodite in laboratorio.

4.     I successi, parte 2-La Poliomielite. La Poliomielite, a sua volta, in paesi evoluti come l’Italia è stata sconfitta definitivamente. Ciononostante la vaccinazione dovrà continuare molto a lungo: il virus può colonizzare in maniera asintomatica l’intestino di portatori sani. Questi portatori sani (e vaccinati e quindi non a rischio) potenzialmente potrebbero  però trasmettere il virus a soggetti che non sono stati immunizzati che finirebbero con l’ammalarsi.

5.     Le cause di morte-Oggi[8]. Nei paesi sviluppati si tende a morire soprattutto per malattie cardiovascolari, respiratorie e patologie neoplastiche. Questo raramente avviene in maniera fulminante ma è piuttosto un percorso malsano che parte dall'accumularsi di fattori di rischio quali colesterolo, ipertensione, diabete, bronchite cronica ostruttiva e via dicendo. All'instaurarsi di questi fattori di rischio contribuisce lo stile e l’aspettativa di vita. Per quanto riguarda lo stile, citerei a titolo esemplificativo l’alimentazione ipercalorica e il fumo di sigaretta, da cui scaturiscono obesità e patologie croniche dell’apparato respiratorio. Per quanto riguarda l’aspettativa di vita invece, credo sia intuitivo affermare che con l’invecchiamento aumentino le probabilità che le patologie croniche si traducano in un evento acuto nefasto[9]. La situazione cambia se invece consideriamo i paesi a basso reddito, il terzo o quarto mondo per intenderci. Qui le cause di morte sono quasi esclusivamente infettive, con la diarrea al secondo posto, l’AIDS al quinto, seguito da TBC e malaria, patologie che nei paesi ad alto reddito[10] , non entrano nemmeno in classifica. Ho l’impressione- non sostanziata dai fatti- che se ne parli poco,  e credo che una delle ragioni sia che la morte dei poveri faccia meno paura e meno tristezza.[11]


6.     Le cause di morte-Ieri. Ma non è sempre stato così e anche l’Europa ha pagato dazio: la peste nera- causata dal batterio Yersina pesti- tra il 1342 e 1357 causò tra i venticinque e i cinquanta milioni di morti, un terzo della popolazione europea di allora. L’influenza Spagnola, un Virus, agli inizi del Novecento uccise forse cento milioni di persone. Se non si muore più così tanto di malattie infettive lo si deve innanzitutto alle norme igieniche, un altro elemento fondamentale di quella medicina preventiva di cui i vaccini fanno parte. E ovviamente agli antibiotici, che però non possono essere usati indiscriminatamente.

7.     Le resistenze batteriche: i batteri sono intelligenti, forse non come singoli individui, ma lo sono certamente come gruppo. Se infatti il fine ultimo biologico è la propagazione della specie attraverso la progenie, i batteri vinceranno certamente. Attraverso la variabilità genica infatti, i batteri (ma anche Virus, protozoi e microorganismi vari) sviluppano e trasmettono alle generazioni successive gli strumenti per sopravvivere nell'ambiente circostante, comprese le contro-offensive per scardinare gli antibiotici[12]  

8.     Il processo di approvazione dei prodotti farmaceutici. Sono certo che siete tutti molto familiari con sigle come FDA e EMA[13]. Per quelli che sono rimasti dopo la premessa sapientina, dico che sono le rispettive agenzie regolatorie che decidono, dopo aver esaminato valanghe di dati di sperimentazioni cliniche, se valga la pena o meno concedere l’approvazione di un nuovo farmaco. In ultima analisi, questa decisione avviene sulla base di una valutazione relativamente semplice: il cosiddetto bilancio rischio/beneficio. È possibile che nel sistema ci siano delle disfunzioni e che come in ogni settore ci siano delle mele marce, ma insomma, è perlomeno concepito in maniera tale da garantire il massimo della tutela per i pazienti. E tra una decisione dell’FDA e  un servizio delle Iene, io personalmente mi sento più tutelato dal primo.  

9.    I soldi dei farmaci. Diciamoci la verità, le case farmaceutiche ci stanno antipatiche perché fanno i soldi sulle malattie altrui. Ma quanto vale la vita delle persone? Citerò un paio di esempi: il Glivec e il Sovaldi. Il Glivec è una target therapy sviluppata dal colosso svizzero Novartis. Grazie al Glivec una diagnosi di Leucemia Mieloide cronica non corrisponde più ad una condanna a morte in seguito a dolorosa e aspecifica chemioterapia ma ad una condizione cronica certamente preoccupante ma con un’aspettativa di vita superiore ai dieci, quindici anni. Considerando che l’età media alla diagnosi è sessantacinque anni, fatevi i conti cosa significa avere quindici anni di aspettativa di vita.  Glivec da solo fattura, (fatturava prima dei generici), oltre cinque bilioni (5.000.000.000.000$) di dollari all’anno, una cifra enorme. L’equivalente dell’incasso di cinque Star Wars, due Avatar, più del PIL del Suriname, quanto il costo di un paio di centrali nucleari.
Veniamo al Sovaldi, farmaco della Gilead, colosso Biotech americano pioniere della lotta all’AIDS e all’Epatite. La Gilead due anni fa ha lanciato sul mercato un farmaco,  il Sovaldi appunto, per l’epatite C.  Sovaldi non è un farmaco che gestisce i sintomi, che prolunga la sopravvivenza, che migliora la qualità della vita. È un farmaco che guarisce da una malattia fino a quel momento considerata incurabile. Costa un sacco di soldi, tant’è che c’è un giro di pazienti esclusi dalla rimborsabilità dei sistemi sanitari nazionali che volano in India per usarne versioni generiche che violano il brevetto. La Gilead ha perso un sacco di soldi in borsa, anche e sopratutto per un’altra ragione: curando tutti i suoi pazienti, tra un po’ non avrà pazienti da trattare e il suo farmaco diventerà inutile, o quasi. 

10.Le malattie infettive stanno tornando alla grande, nessuno si lava le mani, tutti prendono antibiotici a casaccio e  il super bug ci ucciderà tutti. Un vaccino potrebbero essere la nostra salvezza, prima di andare a mungere le vacche.








[1] La lettura di queste dieci cose non renderà meno insensate queste discussioni
[2] Ecco, in realtà quelli che non sanno nulla-ma-proprio-nulla sui vaccini dovrebbero forse astenersi  dall’intavolare discussioni sull’argomento, a prescindere dal livello di insensatezza della discussione.
[3] Esiste anche un’altra parte della medicina che ha come scopo quello di diagnosticare le malattie ed è chiamata molto comprensibilmente “Diagnostica”. Lo dico per amor di sapientineria
[4] Spero sia sufficiente, come premessa sapientina. Non mi metterò a spiegare cosa sono gli anticorpi, d’altronde è tutto scritto lì, sull’enciclopedìa. Se dopo questa premessa sapientina qualcuno si sentisse ancora di non sapere-nulla-ma-proprio-nulla, ecco, direi che socraticamente parlando è comunque un passo avanti.
[5] Non so perchè, ma ho la sensazione che, comunicata correttamente, l’aspirazione di piaghe di polvere di piaga purulenta vaiolosa potrebbe avere una certa attrattiva su coloro che professano una riscoperta dei “rimedi di una volta”, tutti natura e niente chimica, che lo sanno tutti che ti avvelena e causa l’Alzheimer.
[6] “il calcio è uno sport che si gioca in 22 e in finale arrivano i tedeschi”
[7] Mentre per la polvere di piaghe vaiolose qualche difficoltà sul mercato tutto sommanto potrei trovarla, sono certo che una campagna di mungitura preventiva delle vacche, correttamente presentata come un sano ritorno alle origini, non avrebbe difficioltà a farsi accettare da molti amanti dei prodotti eco-sostenibili

[9] “In un arco di tempo sufficiente lungo l’indice di sopravvivenza scende a zero” da Fight Club, Romanzo di Chuck Palahniuk
[10] Con l’esclusione dell’AIDS; ma qui entra di nuovo in gioco lo stile di vita. E comunque anche l’infezione da HIV non rappresenta più una vera e proprio sentenza di morte ma piuttosto ua diagnosi di malattia cronica che incidentalmente finirà con uccidere chi ne è affetto
[11] Per la malaria, le cose potrebbero cambiare grazie all’aumento delle temperature causate dell’emissione di CO2. Il clima tropicale che si va creando lontano dai tropici- basti pensare alle afose e umidissime serate romane- potrebbe infatti creare le condizioni giuste per una diffusione della malaria anche in luoghi dove prima era impensabile, rendendo il clima mediterraneo una chimera e il ponentino un nome buono solo per una filastrocca.

[12] Tipo l’acido clavulanico dell’Augmentin
[13] FDA: Food and Drug Administration e European Medicines Association

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