Il termine generico afrodisiaco, per rimanere al solo ambito alimentare, si riferisce a qualcosa il cui consumo incide positivamente sulla sfera sessuale. Tralasciando il mondo farmaco- per il momento- ed i vari Viagra, Cialis e Levitra che agiscono effettivamente sull’idraulica della prestazione maschile, meriterebbe nella categoria una menzione speciale il Caverject, trascurato farmaco iniettivo (da iniettare sulla parte) assunto oramai fuori controllo medico- almeno così suggeriva in tempi non sospetti la ormai ex-moglie- da un noto esponente politico italiano con la passione per i regali costosi a piccole fiammiferaie indifese che sognano di possedere un proprio centro estetico con ampio parcheggio. Se però mi soffermassi sulle caratteristiche del Caverject verrei meno alla premessa esistenziale di questo blog che si occupa, come facilmente evincibile dal titolo, solamente di ciò che viene assunto per bocca. È quindi evidente come io possa far riferimento alle “punturine” del gene...
Tempo di preparazione: 60 min. Difficoltà: media Segreto: non é un risotto. Tantomeno un risotto mari e monti. Proprio cosí, nonostante le apparenze, la Paella non è un risotto. Trattandosi di uno di quei piatti della tradizione, è ovvio che si tenda ad enfatizzarne l’aderenza quanto il più possible all’originale. Pur essendo io contrario per partito preso alla ricerca della verità, considerando inutilmente sciovinista la ricerca del vero in cucina, non posso comunque negare come sia difficile cimentarsi con un piatto elaboarato come la Paella senza prima averne assaggiate almeno un paio di versioni direttamente in loco . La cosa più importante che dovete sapere sulla Paella è che il riso non deve avere consistenza cremosa ma bensi dev’essere sgranellato. I chicchi della Paella devono risultare staccati tra loro e non mantecati. Per fare ciò, avete bisogno di una padella. Ebbene sí, il segreto nel preparare la paella consiste nella tautologia...
New York Cheesecake Tempo di preparazione : 20 min. + 50 min. di cottura in forno + 1 notte di riposo in frigo. Difficoltá : media Segreto : lavoro di ricerca New York Cheesecake baby e non New York Cheesecake, baby. Nè tantomeno New York, Cheesecake and Baby. Per dire la differenza che possono fare punteggiatura e congiunzioni. New York Cheescake, baby! Potrebbe essere la richiesta di un novello Rick Blaine che, rivolgendosi alla bartender di riferimento, con quella richiesta apparentemente banale evoca scenari passati che parlano di sigarette al lato della bocca, amori non consumati, melanconici baveri alzati di impermeabili Burberry e aerei ad elica che decollano da piste in esotiche citta‘ del Maghreb. New York, Cheesecake and baby starebbe bene come titolo di un libro di Lucia Etxebarria oppure di un film con Ben Stiller nella parte dello sfigato pasticcere che grazie alle sue doti culinarie riesce a concquistare il cuore di ...
Tempo di preparazione: 25 min. Difficoltà: bassa Segreto: segretissimo L’astice alla catalana è, in estrema sintesi, un astice bollito NON su un letto di patate lesse, pomodori e cipolla. La sua buona riuscita dipende praticamente solo della qualità della materia prima, in particolare del crostaceo. Io personalmente amo la versione destrutturata con l’astice spaccato a metà da una parte e le patate e tutto il resto dall’altra. Ne sono comunque possibili varianti più elaborate in cui l’astice viene fatto subito a pezzi e mescolato oltre che con l’insalata, i pomodori e la cipolla con pezzi d’arancia, erbe aromatiche, mayonese e l’ingrediente segreto più segreto della storia della cucina dai tempi dello sformato d’assa fetida. Questo particolare mi è stato rivelato da un esperto cuciniere e sarà rivelato al termine della breve descrizione di questa ricetta. Procedete così: fate bollire l’astice in una grande pentola sufficiente a contenerlo nella sua interezza. Ovviam...
Il cacio sui maccheroni. Pomodoro e mozzarella. Bistecca e patatine fritte. Burro e alici. Salsiccia e broccoletti. Ce ne sono di abbinamenti perfetti. Anche fuori dalla cucina: Stanlio e Olio, Ginger e Fred, sole e mare, caffè e sigarette. Ma esistono anche gli abbinamenti impossibili. Quelle cose che insieme non possono stare, tipo cane e gatto o i cavoli a merenda. In particolare, il bravo Sommelier dovrebbe sempre abbinare al piatto giusto il vino che meglio si sposa con quelle caratteristiche. E' proprio questo che fa l'enogastronomia, in base alle caratteristiche del cibo-tendenza dolce, grassezza, succulenza solo per citarne alcune- abbina il vino corretto. Per quanto riguarda i cibi sapidi l'abbinamento è per contrasto, mentre per i cibi dolci per conformità. Per esempio un formaggio in cui tendenza dolce e grassezza siano le componenti dominanti, si può prevedere un buon abbinamento con un vino bianco secco, con buona acidità (freschezza) e sapidità oppure,...
Goulash di cervo Tempo di preparazione: 50 min. Difficoltà: media Segreto: rimozione del trauma/pentola a pressione Anche in questo caso mi sono gettato alle spalle un trauma dell’infanzia e sono andato oltre. Per anni la pentola a pressione ha evocato in me una sola immagine, un pollo orribilmente spiaccicato sul soffitto della cucina. Mentre la famiglia riunita in sala da pranzo si intratteneva in amabili disquisizioni, la pentola a pressione esplodeva liberando il suo contenuto compresso mentre il coperchio di acciaio inossidabile fendeva l’aria fino a terminare la sua corsa in corridoio senza fortunatamente mozzare nessuna testa. La tragedia sfiorata- che per inciso sarebbe anche valsa una menzione d’onore per i Darwin Awards - ha generato tra tutti i presenti di quella lontana Domenica pomeriggio un processo di rimozione collettiva, collocando la pentola a pressione tra Freddy Krueger, l’isola di Pasqua e Babbo Natale. Arriva però una fase della vita in cui bi...
Tempo di preparazione : 30 min. Difficoltá: bassa Segreto: miscela delle spezie Come precedentemente spiegato , l’uso delle spezie non e’ necessariamente voluttuario. Il dato fondamentale dal quale bisogna partire nel comprendere un piatto come il Kofta Kebab e’ uno: la pecora puzza. E non sto parlando dell’abbacchio, dell’agnellino da latte che spinge inmo0lti- sopraffatti dall’immagine di quegli innocenti sgozzati- sul baratro del veganesimo. No. sto parlando di vero pecorone di montagna, di una bestia adulta e puzzolente che dopo aver fornito per un considerevole numero di anni lana da cui farne maglioni, sciarpe e burka per la moglie obesa, conclude il suo ciclo produttivo sulla griglia, in forma di spiedini o polpette. Ed è qui che nasce l’esigenza del trattaemnto con menta (un’erba aromatica e non una spezia, tecnicamente parlando), la cannella, i semi di coriandolo in polvere, un po’ di cumino e di paprika dolce: per mascherare quell’afror...
Ciao ANDY, grazie della visita........il risotto non è niente male, comunque da provare anche perchè il gatto non lo mangia di certo!!!
RispondiEliminaAlla prossima
Al sangue, se possibile ancora viva!
RispondiEliminahttp://andantecongusto.blogspot.it/2012/01/elogio-della-bistecca-tagliata-di.html
Un bacione!
Pat